E’ da sempre risaputo che non esiste miglior investimento dell’acquisto di un immobile, ma per chi è intenzionato a “puntare sul mattone”, il punto dolente è sempre lo stesso: come si fa a scegliere il mutuo più conforme alle proprie esigenze economiche?
Il primo consiglio utile è quello di tenersi sempre aggiornati e confrontare le nuove offerte, un lavoro certosino che obbligherà a navigare tra opuscoli, riviste economiche e nel mare di internet ma, attivarsi, è l’unico modo di individuare quale siano le proposte più convenienti.
La stessa considerazione vale per coloro che non siano soddisfatti del tasso che stanno pagando sul vecchio mutuo, per i quali è sempre consigliabile la strada della rinegoziazione col proprio istituto di credito o la surroga con un altro.
Al momento, Che banca! e l’istituto che offre il mutuo variabile più vantaggioso con un Taeg (Tasso annuo effettivo globale, comprensivo sia degli interessi che delle altre spese) del 2,07%. Lo stesso istituto prevede però il 4,93% per un mutuo a tasso fisso. Tuttavia, i future sull’andamento dell’Euribor a 3 mesi, proiettano questo parametro verso la soglia del 3% per il 2015, per cui il vantaggio iniziale del mutuo a tasso variabile è destinato a ridursi. Vedi link sulle offerte attuali dei mutui.
I dati di mercato indicano che le soluzioni variabili con cap (che proteggono dal rialzo dei tassi oltre una certa soglia, di solito fissata al 5,5%) sono in netto calo. A ciò ha contribuito il calo degli Eurirs dell’agosto 2010 che ha indirizzato la scelta verso i mutui a tasso fisso. Ora però, gli Eurirs sono risaliti mentre gli Euribor sono destinati a salire. Si inserisce in questa direzione l’offerta di Ing Direct.
Per quanto concerne i mutui a tasso fisso (sia nuovi che per surroga), i più vantaggiosi sono offerti dall’UniCredit. Questo perchè le rate vengono calcolate su Irs a 2 e 5 anni, più bassi rispetto agli Irs di durata superiore. In questo caso il mutuatario può decidere ogni 2 o 5 anni di rinegoziare il mutuo, mentre per chi non intende farlo e preferisce stabilizzarsi su un Irs a 20 anni, lo stesso istituto risulta fra i più cari (Taeg 5,81%).
Alla base della decisione di stipula di un contratto di mutuo ipotecario campeggia la fatidica domanda: meglio tasso fisso o variabile? Cosa c’è da aspettarsi per il 2011?
TASSO VARIABILE: guardando i future sul contratto Euribor a 3 mesi, le previsioni indicano un moderato rialzo. A marzo l’indice dovrebbe portarsi a quota 1,055% per arrivare all’1,32% a settembre e all’1,485% a fine dicembre. Insomma, l’Euribor a 3 mesi dovrebbe salire di 50 punti base nel 2011 il che, tradotto in rate, (si veda la tabella allegata) equivale ad un aumento di 12 euro per le rate mensili di un mutuo ventennale di 100mila euro, che diventano 35 se l’importo del prestito è di 300mila euro. per cui tutto sommato, l’aumento del variabile prospettato per il 2011 è di lieve entità e comunque sia rimane inferiore rispetto al divario di 200 punti base (dal 2 al 4%) esistente attualmente tra il miglior mutuo a tasso variabile e il corrispondente miglior prestito a tasso fisso. Vedi le previsioni sull’andamento dell’Euribor a 3 mesi.
TASSO FISSO: Quanto al tasso fisso, oltre a quanto già indicato nelle precedenti righe, va detto che ad oggi gli Eurirs – i parametri di riferimento con cui le banche calcolano le rate dei mutui fissi – sono vicini ai minimi storici. Il che permette di stipulare, in partenza, un mutuo a tasso fisso a condizioni statisticamente molto vantaggiose e cioè intorno al 4% (spread compreso), per quanto il variabile, anch’esso agganciato ad Euribor sui minimi, costi il 2% in meno.
Cerchiamo di capire come potrebbero evolversi le offerte di mutui a tasso fisso nei prossimi mesi. Per farlo bisogna partire dagli Eurirs, che seguono tendenzialmente l’andamento dei tassi a lungo termine e del Bund, le obbligazioni emesse dal governo tedesco, considerato il titolo più affidabile nell’eurozona. I tassi dei Bund tendono a salire quando la domanda di Bund diminuisce. La domanda di Bund diminuisce quando il clima sui mercati è più sereno e c’è più appetito per il rischio (gli investitori cercano soluzioni con rendimenti più attraenti, sia sul lato governativo che azionario). C’è più appetito per il rischio quando l’economia è in ripresa. Quindi, gli Eurirs aumenterebbero (e con essi le rate dei mutui a tasso fisso) qualora l’economia europea desse nuovi segnali di ripresa. Il caso contrario (quello di un’economia stagnante o recessiva) sarebbe, al momento per chi intende sottoscrivere un mutuo a tasso fisso, una bella notizia.