2011
COSA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER LA SCELTA
Quando ci si appresta a chiedere un mutuo dobbiamo essere in grado di confrontare le offerte degli Istituti di Credito o Mediatori Creditizi (iscritti in appositi albi) perciò è importante chiedere che il costo del mutuo sia indicato con il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) o con l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo). Questi indicatori ci permettono di valutare il costo effettivo comprensivo delle seguenti 3 componenti:
- TAN (Tasso Annuo Nominale) indica il costo che le banche pagano per approvvigionarsi del denaro. I parametri più diffusi di indicizzazione sono:
- L’EURIRS, detto anche IRS per i mutui a tasso fisso;
- L’EURIBOR, per i mutui a tasso variabile;
- Il tasso BCE per i mutui a tasso variabile. Le banche, dal 1° Gennaio 2009, in base al comma 5 dell’art.2 del D.L. del 29 Novembre 2008, n.185, devono offrire alla clientela la possibilità di indicizzare i mutui anche al tasso della Banca Centrale Europea.
- SPREAD si tratta della commissione percepita dalla banca che solitamente oscilla tra lo 0,50 ed il 2%. Può variare in misura considerevole sia da banca a banca che all’interno delle filiali di uno stesso Istituto di Credito.
- COSTI ACCESSORI in genere comprendono:
- spese di istruttoria (comprendono tutte le formalità necessarie ad erogare il mutuo, l’importo varia da banca a banca tra lo 0,1% e lo 0,5% dell’importo finanziato. Talvolta sono in misura fissa e comunque difficilmente scendono al di sotto dei 50/100 euro);
- spese per la perizia dell’immobile, servono ad accertare il valore dell’immobile (stima necessaria per valutare l’importo da erogare che in genere corrisponde al massimo all’80% del valore dell’immobile). Il costo in genere varia tra i 150 ed i 300 euro;
- l’assicurazione contro l’incendio e scoppio del fabbricato (obbligatoria);
- la sottoscrizione di eventuali assicurazioni facoltative sulla vita o per la protezione dei pagamenti delle rate in caso di perdita di lavoro;
- spese di incasso delle singole rate di ammortamento;
- spese notarili (comprendono la parcella del notaio e le imposte di stato previste per la stipula del contratto);
- imposta sostitutiva (è il prezzo relativo alla tassa sul mutuo che il mutuatario deve pagare in rapporto alla tipologia di finanziamento richiesto) dello 0,25% del valore dichiarato se prima casa e 2% in tutti gli altri casi (Legge 191 del 2004, di conversione del decreto legge n. 168);
- eventuali spese di tenuta conto corrente, qualora il mutuo sia legato all’apertura di un conto corrente.
Prima di richiedere il mutuo si consiglia di richiedere più preventivi rivolgendosi a istituti di credito che aderiscono al “Codice di Condotta Europeo per i mutui casa”, in grado di rilasciare l’ESIS (Prospetto informativo Europeo Standardizzato) che facilita il confronto delle condizioni di mutuo proposte dalle varie banche.