2011
Mutui e la nuova figura del “surrogatore seriale”.
Recenti analisi del settore del finanziamento immobiliare hanno evidenziato un netto rallentamento del mercato della portabilità di un mutuo dal vecchio istituto (non disposto a rinegoziare il contratto) verso un nuovo istituto (che offre condizioni in partenza migliori) dopo il boom nel 2008-2009 (seguito alla legge Bersani che ha difatti azzerato i costi notarili per l’esercizio dell’opzione di surroga).
Al rallentamento delle surroghe contribuiscono le strategie di molti istituti. Guardando le offerte emerge, infatti, che alcune banche non accolgono in questo momento mutui “di seconda mano”. Tra questi Chebanca, Webank e le banche del gruppo Veneto Banca. E poi ci sono istituti, che pur contemplando mutui di surroga, sono restii a concederli.
Dietro questo atteggiamento difensivo potrebbe esserci una ragione precisa: le banche temono la figura del surrogatore seriale, una categoria di mutuatari che, approfittando del fatto che la normativa non pone limiti al numero di surroghe esercitabili, prova a spostare il mutuo da una banca all’altra anche più volte durante un anno, sempre a caccia dello spread più basso. Una figura che rischia di smontare la convenienza complessiva dell’impianto della surroga dato che, quando una banca perde un mutuatario sopporta, tra costi amministrativi e costi relativi alle spese di copertura finanziaria (attraverso contratti derivati), un esborso medio di 1.500 euro.
Guardando il mercato, però, ci sono anche istituti che, in questo momento, marciano in controtendenza. Tra questi Intesa Sanpaolo che fino al 31 marzo offre mutui di surroga a sconto, con spread inferiori di 30 punti base rispetto alla pari offerta di un nuovo mutuo.