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19. 03
2009

Tassi d’interesse

Written by: admin -

Mutuo a tasso fisso:

il tasso d’interesse stabilito al momento del contratto rimane immutato per tutta la durata del finanziamento, in questo modo è possibile sapere a quanto ammonta l’importo di ogni singola rata. Il tasso fisso viene calcolato tramite la somma del tasso applicato dalla banca (lo Spread) ed il tasso Eurirs o IRS, che è un tasso di mercato utilizzato per la composizione dei tassi d’interesse relativi ai mutui a tasso fisso che viene reso noto giornalmente dai principali giornali economici.

Mutuo a tasso variabile:

nel mutuo a tasso variabile si ha una variazione del tasso d’interesse, così facendo anche nelle rate risulteranno variazioni strettamente correlate all’andamento del tasso. Il tasso d’interesse in questo caso viene calcolato tramite la somma dello spread applicato dalla banca e dell’Euribor, anche questo tasso di mercato variabile, pubblicato giornalmente sui principali giornali economici. Il tasso iniziale è generalmente più basso rispetto a quello fisso ma successivamente segue le oscillazioni del mercato. Il tasso variabile ha una componente di rischio legata all’andamento dell’inflazione, la rata diminuisce se l’inflazione cala e viceversa aumenta in caso contrario.

Una variante dei mutui a tasso variabile è rappresentata da una tipologia determinata di mutui nei quali l’escursione del tasso è limitata tra una base sotto cui non può scendere (tasso floor) ed un tetto oltre il quale non può crescere (tasso cap). In particolare il mutuo cap è un mutuo a tasso variabile con un limite massimo predeterminato oltre il quale il tasso d’interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero superarlo.  Il cap diventa pertanto una sorta di clausola a tutela del mutuatario che non vuol rischiare un aumento dei tassi di interesse oltre un livello indesiderato.

Dal 1 Gennaio 2009 è obbligatorio per le Banche e gli istituti di credito offrire Mutui a tasso variabile legati non solo all’Euribor ma anche al tasso BCE. Si tratta del tasso legato alla Banca Centrale Europea e deciso a livello centrale dalla direzione, la cui scelta determina solo vantaggi per il mutuatario:

1 – Il tasso è mediamente inferiore del 0,60% rispetto al tasso Euribor

2 – Subisce molte meno fluttuazioni sia di breve che di lungo periodo

3 – In caso di crisi economica si interviene col taglio dei tassi 

Mutuo a tasso misto:

il mutuatario possiede la facoltà di scegliere ad intervalli predefiniti il tasso fisso o variabile per il periodo successivo. Ne esistono diversi tipi:

  • mutui a tasso misto con opzione [si tratta di un contratto di mutuo che prevede la possibilità di scegliere il tipo di tasso (fisso o variabile) ad ogni scadenza programmata (ogni 2 anni, 5 anni, ecc.)].
  • mutuo a due tipi di tasso (mutuo mix). Si tratta di un contratto di mutuo a tasso bilanciato: il capitale mutuato viene suddiviso in due parti, una regolata a tasso fisso, l’altra a tasso variabile.
    Il cliente può decidere le percentuali di frazionamento del mutuo: ad es. 70% del capitale a tasso variabile e il 30% a tasso fisso.
  • mutui a tasso misto senza opzione. In questo caso generalmente nel periodo iniziale è fisso (dai 2 ai 5 anni) e nel secondo periodo si trasforma in un mutuo a tasso variabile fino alla scadenza del contratto di mutuo.

Tassi usurai

I tassi di interesse fissati nell’ambito del contratto di mutuo debbono essere al di sotto dei tassi indicati come usurai. Il reato di usura consiste nella cessione di una somma di denaro in prestito ad un tasso di interesse sproporzionatamente elevato. La legge stabilisce  il limite oltre al quale il tasso di interesse viene considerato usuraio. Questo limite viene determinato trimestralmente dal Ministero del Tesoro che rileva trimestralmente i tassi mediamente praticati alla clientela nel corso dei tre mesi precedenti. Tali Tassi Effettivi Medi Globali (TEGM) vengono maggiorati del 50% e i valori risultanti rappresentano i limiti dell’usura per i mutui stipulati nel trimestre successivo.

I valori hanno rilevanza solo per tale periodo, così che se in futuro i tassi soglia si riducessero al di sotto dei tassi applicati a contratti di mutuo già stipulati, questi non diventerebbero usurari (cfr. D.L. 394/2000 convertito nella Legge 24/2001).

I tassi soglia vengono pubblicati anche on line, sul sito del Ministero del Tesoro (www.dt.tesoro.it) nella sezione “Prevenzione dei reati finanziari”.

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